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Studio Plura - Neopatentato con auto potente? La Cassazione chiarisce: l\'assicurazione non può negare la garanzia

Assicurazioni, Responsabilità civile e risarcimento, Codice della Strada

22 maggio 2026

Neopatentato con auto potente? La Cassazione chiarisce: l\'assicurazione non può negare la garanzia

Una recente e importante sentenza della Corte di Cassazione (n. 13834 del 12 maggio 2026) ha fatto luce su una questione che preoccupa molti genitori e neopatentati: cosa succede se si verifica un incidente mentre un giovane, con patente da meno di un anno, è alla guida di un\'auto che supera i limiti di potenza previsti dal Codice della Strada?
La risposta della Suprema Corte è chiara e tutela l\'assicurato: la compagnia assicurativa non può negare la copertura o esercitare l\'azione di rivalsa (cioè chiedere la restituzione di quanto pagato al danneggiato) basandosi sulla clausola che esclude la garanzia per i sinistri causati da \"conducenti non abilitati alla guida\".
La Corte ha stabilito due principi fondamentali:
1. Guidare un\'auto troppo potente non significa essere \"non abilitati\": Un conducente neopatentato che viola le limitazioni di potenza imposte dalla legge non può essere equiparato a una persona che guida senza aver mai conseguito la patente, o con patente revocata o sospesa. La sua abilitazione alla guida esiste ed è valida, sebbene soggetta a specifiche limitazioni temporanee. La violazione di tali limiti costituisce un\'infrazione al Codice della Strada, ma non annulla il titolo di guida.

2. Le clausole ambigue si interpretano a favore dell\'assicurato: L\'espressione \"conducente non abilitato alla guida\", spesso presente nei contratti di assicurazione, è considerata ambigua. Potrebbe infatti riferirsi sia alla totale assenza di patente, sia alla violazione di singole prescrizioni. In base al principio sancito dall\'art. 1370 del Codice Civile (interpretazione \"contro il predisponente\"), nel dubbio, una clausola deve essere interpretata in senso sfavorevole a chi l\'ha redatta (la compagnia assicurativa) e, di conseguenza, a favore dell\'assicurato.
Come affermato in un caso simile, \"per mancanza di abilitazione alla guida deve intendersi l\'assoluto difetto di patente, ovvero la mancanza, originaria o sopravvenuta, delle condizioni di validità e di efficacia della stessa (sospensione, revoca, decorso del termine per la conferma, sopravvenienza di condizioni ostative), onde, ove esista un\'abilitazione alla guida, l\'inosservanza di prescrizioni o limitazioni, eventualmente imposte dal legislatore, non si traduce in una limitazione della validità od efficacia del titolo abilitativo, ma integra una ipotesi di mera illiceità della guida”.

COSA SIGNIFICA?
• La copertura assicurativa resta valida: Se un neopatentato causa un incidente guidando un\'auto con un rapporto potenza/tara superiore a 55 kw/t, la compagnia assicurativa è tenuta a risarcire i danni causati a terzi.
• Niente rivalsa automatica: La compagnia non potrà esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del proprio assicurato (ad esempio, il genitore proprietario del veicolo) appellandosi semplicemente alla clausola generica di \"guida non abilitata\".
• Tutela per gli assicurati: Questa sentenza rafforza la posizione degli assicurati, impedendo alle compagnie di utilizzare interpretazioni estensive e penalizzanti di clausole contrattuali non sufficientemente chiare.
In conclusione, la violazione dei limiti di potenza per i neopatentati rimane un\'infrazione sanzionata dal Codice della Strada, ma, grazie a questo importante chiarimento della Cassazione, non può più essere usata come pretesto dalle assicurazioni per sottrarsi ai propri obblighi contrattuali. È un principio di equità che bilancia correttamente le responsabilità e protegge i contraenti più deboli.